Seed Venture: blockchain incontra il capitale di rischio

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Blockchain, oltre le criptovalute.

Sono passati ormai più di dieci anni dalla diffusione del white paper in cui lo sfuggente Satoshi Nakamoto illustrava la creazione di Bitcoin, una moneta elettronica peer-to-peer scambiata senza l’intermediazione di autorità o istituzioni centrali. Nel contesto della quarta rivoluzione industriale, gli ambiti di applicazione blockchain non si esauriscono nel garantire il funzionamento delle criptovalute peer-to-peer come Bitcoin: negli ultimi anni, infatti, si sono estesi da un utilizzo prettamente finanziario per il trasferimento di denaro ad altri settori grazie all’introduzione degli smart contracts, sviluppati sulla blockchain di Ethereum. Si tratta di contratti “intelligenti” scritti in forma di codice autoeseguibile che hanno consentito di incorporare altri diritti aggiuntivi e che possono emettere e utilizzare token. Un token può rappresentare, ad esempio, azioni societarie, quote immobiliari, una proprietà intellettuale, o anche un voto, rappresentando a tutti gli effetti un trasferimento di valore tra i nodi di una rete digitale. Ma cos’è un token? È un insieme di informazioni digitali – in sostanza, un asset digitale – che viene scambiato tra due parti attraverso blockchain e che assegna ad un soggetto un diritto di proprietà su tali informazioni. Il primo e più conosciuto token è stato proprio il token BTC, ovvero Bitcoin, rilasciato sul suo omonimo registro distribuito delle transazioni. L’implementazione degli smart contracts ha portato ad una differenziazione tra i token delle criptovalute, che hanno un proprio registro – e vengono perciò chiamati coin – e i token che non dispongono di un registro proprio, ma sfruttano quello di un’altra coin. Si parla, così, di tokenizzazione, ovvero del processo di conversione in un token dei diritti di un bene all’interno di una blockchain. L’emissione di token, per esempio, ha permesso alle start-up di finanziarsi vendendoli in una ICO (Initial Coin Offer) in modo rivoluzionario, ma estremamente rudimentale. Tokenizzare è il verbo del futuro, poiché non v’è più limite a ciò che può essere tokenizzabile.

SEED Venture e la tokenizzazione del capitale di rischio.

L’impatto della tokenizzazione sta diventando particolarmente rivoluzionario nel settore del private equity e del venture capital, e promette di cambiare radicalmente il modo di fare business. È in questo contesto che si inserisce l’attività di SEED Venture, piattaforma open source per la tokenizzazione del capitale di rischio basata su tecnologia blockchain, presentata alla Crypto Coinference 2018. Questa piattaforma – autonoma, fuori dal controllo dei promotori e concessa all’uso libero e gratuito – presente due caratteristiche fondamentali: 1) non verrà fatta alcuna ICO, ma un airdrop dei token SEED, in modo che i fondi si rendano disponibili sugli exchange grazie all’aumento di valore del token via via che il progetto si sviluppa e non in anticipo, come nelle ICO tradizionali, i cui risultati si possono riassumere come over promise, under delivery, se non in vero e proprio in scam; 2) sarà sviluppata prima su Ethereum, poi su RGB, protocollo di secondo livello su Bitcoin – perché SEED Venture intende abilitare, oltre alla concorrenza tra incubatori e start-up, anche una concorrenza tra protocolli – e infine il team di sviluppo affiancherà sviluppatori esterni che vorranno riprodurla su qualsiasi protocollo ritenuto idoneo. I promotori guadagneranno dalla sola rivalutazione dei token, di cui terranno per loro una certa quantità. Va da sé che, se la piattaforma non dovesse mantenere ciò che promette, il valore del token sarebbe scarso, come il benessere dei promotori, a garanzia dell’eticità del progetto. L’obiettivo è riscrivere, in modo più fluido, il tradizionale – e ormai anacronistico – rapporto tra investitori, incubatori e start-up. Tantissime nuove idee sono in cerca di capitali ed enormi capitali sono in cerca di idee, ma questo incontro, oggi, è vanificato dall’elevata mortalità delle start-up. Il rischio di finanziarle è altissimo, così i fondi arrivano solo alle poche sopravvissute ai primi – e durissimi – anni, mentre le altre si dissolvono o perdono l’appuntamento col mercato. SEED Venture rappresenta il luogo in cui investitori, incubatori e start-up possono incontrarsi e interagire, minimizzando i rischi e condividendone gli obiettivi, dando spazio al potenziale dell’ecosistema affinché nessuna buona idea venga sprecata. Gli investitori, grazie ai token SEED – che potranno essere richiesti dal 16 dicembre al 15 gennaio per essere distribuiti mediante airdrop subito dopo, e saranno utilizzati sia come strumento di partecipazione diffusa al venture capital, sia come mezzo democratico di votazione – potranno scegliere quanto investire, quando farlo, e quali progetti finanziare avvalendosi anche dell’utilizzo di meccanismi di preferenza. Tali progetti non dovranno necessariamente essere inerenti al mondo delle criptovalute o della blockchain: potranno beneficiare di questa tecnologia anche appartenendo a settori o modelli di business tradizionali. I finanziamenti vengono rilasciati al completamento di precisi stati di avanzamento del progetto in modo totalmente trasparente, e se ne potrà verificare l’impiego. Gli incubatori potranno selezionare le start-up di alta qualità, affiancandole per tutto il periodo di vita della fase early del progetto e proponendo business model innovativi, sempre rispettando le leggi della propria giurisdizione. Le start-up beneficeranno di un approccio nuovo e diretto con gli stakeholders vivendo da subito in un futuro trasparente, permissionless e decentralizzato. Un ecosistema di incubatori in concorrenza che propongano panieri di start-up ad investitori, che possano comprare e vendere i token di paniere in qualsiasi momento e per qualsiasi importo, differenziando il rischio a piacere; un mercato in cui la casalinga di Baranzate possa investire 5000 euro su una start-up della Silicon Valley e un fondo pensione americano 100 milioni di dollari su svariati panieri, facendo arrivare 100 mila euro a una start-up di Barletta. Questo è il futuro immaginato da SEED Venture.