Il federalismo come alternativa alla tecnocrazia

È sempre più difficile per i singoli cittadini potersi formare delle opinioni realistiche sui complessi fenomeni che caratterizzano il mondo globalizzato. Aumentano, di conseguenza, le spinte centraliste e tecnocratiche che vedono nel potere dei burocrati e degli intellettuali la possibile soluzione al deficit informativo che caratterizza gli elettori contemporanei. Le tecnocrazie centraliste rappresentano il sistema politico del futuro? Esiste una possibile alternativa alla tecnocrazia?

Il sistema centralista.

Il sistema centralista tecnocratico si presenta come un sistema dove la quasi totalità delle decisioni politiche importanti vengono prese, in nome di una supposta superiorità informativa ed intellettuale, da alcuni tecnocrati. I cittadini devono accettare le decisioni prese dai tecnocrati in quanto positive per la maggioranza. Le prime fondamentali critiche alla tesi tecnocratica vengono fornite da Hayek (1948), M. Polanyi (1951) e Oakeshott (1962). Le critiche di Hayek e Polanyi al socialismo e quelle di Oakeshott al razionalismo si applicano allo stesso modo alla tesi tecnocratica. Le decisioni dei cittadini sono decisioni di tempo e di luogo, necessitano di tempi brevi e conoscenza tacita: non è quindi possibile per alcun sistema centrale decidere per i propri cittadini su ogni questione. Si attacca, così, al cuore la tesi tecnocratica: non esiste mente centrale che possegga abbastanza informazioni per poter prendere un tale numero di decisioni. Non essendo l’uomo onnisciente ed essendo il tecnocrate pur sempre un uomo, la tecnocrazia si scontra immediatamente con i limiti strutturali della sua capacità decisionale. Chiaramente i sostenitori della tecnocrazia non intendono creare un sistema simile a quello socialista. Non è nella loro intenzione centralizzare ogni singola decisione umana. La tesi è invece diversa: se i cittadini non sono in grado di prendere le decisioni fondamentali per una carenza di informazioni, allora è necessario che chi ne è a conoscenza abbia l’onere di decidere per il bene di tutti.

Una fragile tesi.

La tesi si scontra però immediatamente con problemi alquanto spinosi: quali sono le informazioni rilevanti per poter prendere una decisione corretta? Può un singolo uomo possedere tale conoscenza? La società contemporanea è una società sempre più specializzata, il sistema economico sta attraversando da decenni un repentino cambiamento strutturale verso l’economia dell’informazione, il grado di specializzazione in qualsiasi ambito è in crescita. Rispetto ai tempi di Hayek, la quantità di informazioni è aumentata a dismisura e tali informazioni, a causa della specializzazione, sono sempre più sparse e quindi difficilmente aggregabili in una singola mente. Un esperto sarà, quindi, sempre e solo un esperto in un ambito molto ristretto della realtà, e difficilmente potrà possedere tutte le conoscenze necessarie per una decisione veramente informata. Esiste, quindi, un limite informativo che anche la tecnocrazia non è in grado di superare. Se la democrazia attuale soffre di un deficit informativo che riguarda il singolo elettore, la tecnocrazia centralista soffre strutturalmente di un deficit informativo nell’aggregato. Tutto ciò rende la tecnocrazia centralista una soluzione inadatta a risolvere il problema per cui essa stessa nasce.

Esiste un’ulteriore critica al sistema tecnocratico centralista. La velocità decisionale richiesta dal mondo contemporaneo è in costante evoluzione. L’opinione pubblica, anche a causa dei social network, chiede dichiarazioni, prese di posizioni e azioni in un lasso di tempo sempre più breve. Un sistema dove le decisioni vengono prese centralmente non sarà mai in grado di star dietro ad una tale richiesta di velocità. Un motivo per cui i partiti populisti ottengono successi elettorali è per la loro capacità di offrire soluzioni semplici a problemi complessi. Un particolare che viene spesso sottovalutato risiede nella loro capacità di rispondere velocemente alle richieste dei cittadini. Si potrà certamente argomentare che la velocità in questo caso non è sinonimo di qualità ma questo nulla toglie al fatto che i populisti sono in grado di fornire una risposta quando l’opinione pubblica la richiede. Ad uno sguardo un po’ più attento il successo dei populisti non rappresenta quindi la prova della necessità di una tecnocrazia ma invece rappresenta un limite stesso della tecnocrazia, soffre di una strutturale incapacità di fornire risposte nel momento del bisogno.

La decentralizzazione come antidoto.

Se la tecnocrazia non è in grado di offrire una valida alternativa all’attuale sistema politico, esiste una soluzione diversa? Una possibile soluzione è chiaramente rappresentata dalla decentralizzazione politica che avviene in un sistema democratico federale. Un sistema dove il governo diventa sussidiario alla società e delega diverse sue funzioni alle autorità locali potrebbe rappresentare una valida alternativa al sistema politico attuale. I cittadini avrebbero maggiore libertà rispetto ad un sistema centralista, le decisioni sarebbero lasciate in primo luogo ai cittadini e ad associazioni di cittadini. Lo stato garantirebbe comunque a livello locale i servizi fondamentali per una “buona società”. Lo stato centrale potrebbe, intervenendo meno, concentrarsi solo su alcune funzioni di lungo periodo e avrebbe il compito di fornire investimenti pubblici e alleviare gli effetti di specifiche esternalità che caratterizzano una democrazia federale. Essendo le informazioni rilevanti sparse e difficilmente aggregabili la scelta migliore sarebbe quindi quella di delegare alla periferia le scelte che il centro non è in grado di prendere per un deficit informativo. Verrebbe inoltre così ridotta quella percezione di lontananza tra politica e cittadini che sembra sempre più contraddistinguere i sistemi democratici contemporanei. Un altro grande pregio della democrazia federale risiede nella competizione dei politici su più livelli di governo (si veda Myerson (2015)). I politici che saranno stati in grado di governare bene il loro territorio potranno successivamente proporsi a livello nazionale con più esperienza e con maggiore consapevolezza dei problemi dei cittadini. Il sistema democratico federale è quindi in grado di rispondere al problema di deficit informativo che caratterizza le democrazie contemporanee, si pone quindi come una alternativa superiore alla tecnocrazia centralista e potrà probabilmente essere il sistema che caratterizzerà le società del futuro.

(Photo of Suika Eman from DeviantArt)