Federalismo all’italiana. La grande incompiuta

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«Le richieste di autonomia che abbiamo previsto nel contratto non saranno uno strumento per favorire alcune regioni a discapito di altre. Il completamento dell’iter, garantisco, non comporterà un surplus fiscale trattenuto al Nord, e avrò modo di monitorare l’azione del governo per fare in modo che le misure adottate assicurino al Sud le risorse di cui ha bisogno per colmare quel gap con il Nord, cresciuto a dismisura negli ultimi 25 anni». Così il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, rispondeva ad un’interrogazione parlamentare alla Camera lo scorso novembre. La partita sull’autonomia è in pieno svolgimento, e come accaduto ciclicamente nelle scorse legislature, è divenuta una disputa puramente politica che poco ha a che vedere con un vero federalismo. Non c’è da meravigliarsi: anni e anni di disinformazione e di disonestà intellettuale hanno furbescamente reso sinonimi le parole autonomia, decentramento, federalismo e talvolta anche secessione.

Per chiarirsi le idee è consigliata la lettura di Federalismo all’italiana. Dietro le quinte della grande incompiuta disponibile presso la Libreria Del Ponte e di cui è possibile leggere il riassunto attraverso la piattaforma Tramedoro. Questo libro rappresenta una vera e propria operazione-verità, che sfata miti e luoghi comuni che hanno dominato il dibattito negli ultimi anni e mette in luce le tante contraddizioni delle riforme attuate a partire dalle Leggi Bassanini di fine anni Novanta. È molto facile, come ha fatto anche il ministro Lezzi, usare il federalismo come capro espiatorio per l’aumento delle diseguaglianze fra Nord e Sud: ma la realtà dei fatti è una materia più complessa, che l’autore Luca Antonini analizza senza voli pindarici e con un lessico accessibile anche ai non addetti ai lavori. Una delle vicende trattate nel libro riguarda, ad esempio, quella relativa alla famigerata IMU. La legge 42 e il decreto attuativo sul federalismo municipale del marzo 2011 vietavano la tassazione sulla prima casa: il governo Monti non solo reintroduceva l’ICI col nome d’IMU, ma ne anticipava l’applicazione accompagnandola a una revisione dei metodi di calcolo della rendita catastale, portando così ad aumenti dell’imposta anche del 60%. Il paradosso è che gli enti locali non hanno visto entrare nelle proprie casse nemmeno un euro derivante da quest’extra-tassazione: tutto è finito nei forzieri dello Stato. Eppure, c’è ancora chi afferma che le tasse locali sono aumentate per colpa del federalismo.

Non  c’è mai stata una reale comprensione, né da parte dei legislatori e ancor meno dell’opinione pubblica, di quali siano i principi ispiratori di un vero federalismo. Questo libro è prezioso: non solo perché scritto da Luca Antonini, un insider di quella che rimase l’incompiuta riforma sul federalismo fiscale, ma perché traccia delle coordinate nette su ciò appartiene davvero ad un sistema federale e ciò che è solo fantasia elettorale.