5 Stelle, da movimento “populista” a partito istituzionalizzato

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Il Movimento 5 Stelle rappresenta un unicum nel panorama partitico dei principali Paesi europei. Si tratta, infatti, dell’unica forza tra quelle banalmente definite “populiste” ad avere raggiunto oltre il 30% dei consensi. Il Movimento attuale, tuttavia, è molto diverso da quello delle origini.

Le origini e il Vaffa Day.

Il 5 settembre 2007, a Bologna, una Piazza Maggiore gremita ospita il Vaffa Day. Sono gli anni del secondo governo Prodi e di una sotterranea, montante disaffezione nei confronti dei partiti e delle istituzioni. Beppe Grillo, già dal 2005, è il più lesto ad intercettare questo malessere, esacerbato dalla crisi economica. È divenuto una web star grazie al suo blog, spina dorsale e megafono di un embrionale movimento anti-sistema a 360° che si identifica con lo stile messianico e le convinzioni del leader. I bersagli principali di Grillo sono quattro: 1) la classe dirigente e i partiti tradizionali, accusati di essere inefficienti, corrotti e incapaci di auto-riformarsi; 2) i media, in particolare gli storici quotidiani della carta stampata, considerati conniventi e asserviti all’establishment; 3) il capitalismo di relazione delle élite imprenditoriali, nonché la scarsa trasparenza del sistema bancario e finanziario; 4) la medicina ufficiale tacciata di rapporti ambigui con le multinazionali dei farmaci. Il movimento delle origini è marcatamente di sinistra, come dimostrano le prime battaglie dove si intrecciano ambientalismo, legalità e tutela dei beni comuni. A queste si affiancano un feroce anti-berlusconismo – declinato nella condanna delle leggi ad personam e nella richiesta di risolvere il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi – e un forte euro-scetticismo – riassunto nella necessità di tenere un referendum per uscire dalla moneta unica. Al Vaffa Day vengono raccolte più di 330 mila firme a sostegno di tre leggi di iniziativa popolare – poi ignorate dalle Camere – per l’introduzione del limite di due mandati per i parlamentari, il ripristino delle preferenze e l’ineleggibilità dei condannati in via definitiva.

La fondazione e le elezioni del 2013.

Nel non casuale giorno di San Francesco, il 4 ottobre 2009, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio fondano ufficialmente il Movimento 5 Stelle. Nel non-statuto composto da sette articoli esso viene definito una non-associazione, a voler rimarcare la diversità antropologica rispetto al partitismo e alle istituzioni politiche della Prima e della Seconda Repubblica. Come sede ha un non-luogo, il blog: il neonato movimento è, dunque, Grillo-centrico, mentre la stanza dei bottoni è collocata negli uffici di un’azienda privata, la Casaleggio Associati. Le elezioni del 2013 rappresentano la svolta decisiva: i grillini spezzano il bipolarismo tra centrodestra e centrosinistra raggiungendo l’inaspettata percentuale del 25,55 alla Camera e del 23,79 al Senato. Da questo momento inizia la mutazione genetica del movimento, che smette di essere un soggetto di nicchia, divenendo interclassista e intergenerazionale. Pur mantenendo la vocazione anti-sistema e di protesta – si oppone a qualsiasi alleanza con altre forze politiche e rifiuta di essere parte di un governo Bersani – si avvicina alle caratteristiche del catch all party, ovvero del partito pigliatutto e post-ideologico. I 5 Stelle si spostano dalla matrice culturale del movimentismo extra-parlamentare di sinistra verso un approccio spesso contiguo alla destra, in particolare alla Lega, ma mutando con furbizia le proprie posizioni al fine di massimizzare il consenso. Nel novembre 2014 Grillo mette ai voti la creazione – poi approvata dal 91,7% degli iscritti – di un organo politico interno del Movimento, il direttorio, composto da cinque deputati: Luigi Di Maio (vicepresidente della Camera), Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia.

L’istituzionalizzazione e le elezioni del 2018.

Nel 2016, alla morte di Gianroberto Casaleggio – sostituito dal figlio Davide – Grillo sembra un evocare un proprio disimpegno. Il guru si rende autonomo dalla Casaleggio Associati nel gennaio 2018, con la definitiva separazione del blog dal sito del Movimento. Le parlamentarie, che avevano animato la scelta dei candidati del 2013, cinque anni dopo vengono “corrette” da un’attenta revisione verticistica dei nomi scelti – attraverso la nuova piattaforma Rousseau – dal “popolo del web”. Vengono depennate figure divenute imbarazzanti – per lo più vicine ad ambienti complottisti – e ritenute incompatibili con il processo di normalizzazione. Per la prima volta sono selezionate figure provenienti dalla cosiddetta “società civile” – sportivi, giornalisti, personaggi nazional-popolari – e tecnici d’area, smentendo così l’originaria narrazione basata sull’egualitarismo delle competenze e sull’uno vale uno. Le volgari invettive i toni bellicosi vengono diluiti in uno storytelling più moderato e rassicurante. L’anti-europeismo e l’uscita dall’euro escono silenziosamente dal programma. L’ambientalismo è sbiadito dalla benevolenza verso l’abusivismo di necessità. La contro-informazione e il disgusto verso i media lasciano il posto a interviste su riviste patinate e apparizioni nei talk show. Si tentano persino di ridimensionare le battaglie contro i vaccini. I toni rivoluzionari verso l’establishment politico-economico sono definitivamente messi in soffitta dal “capo politico” Luigi Di Maio che a Cernobbio – come sono lontane le crociate di Grillo contro Telecom e Parmalat del 2006 – dichiara candidamente: «Non vogliamo un’Italia populista, estremista, anti-europeista». Messa in soffitta anche l’antica fatwa che proibiva qualsiasi alleanza configurando un perenne Aventino – e accantonato anche il limite dei due mandati – il “nuovo” Movimento che raggiunge più del 32% alla Camera e al Senato è a proprio agio nei palazzi romani, e si muove pragmaticamente nelle trattative per la formazione del governo fra i due forni della Lega e del Partito Democratico come un partito di governo della Prima Repubblica, trovando la definitiva istituzionalizzazione nell’esecutivo giallo-verde.

(Foto da Flickr by Revol Web)